Cinte difensive
Un duplice sistema di murature, anticamente merlate e successivamente dotate di feritoie, scendeva, con andamento divergente, dal rivellino (piazza d'armi).A metà del pendio si sdoppiavano; i due rami esterni si collegavano con le cinte del Borgo, mentre le restanti interne, convergevano a un fortilizio, dotato di doppia porta per comunicare tra la Cittadina e l'estrema fortificazione della Rocca.
Il sito corrisponde all'esistente "porta della Madonnina", presso la confluenza delle vie Dei Monti e De Regges; l'impianto del fortino è ancora ben visibile dalle mura che delimitano le strade.
Questo sistema consentiva la difesa del castello nell'eventualità che il nemico si fosse impossessato dell'abitato.
Le cinte dell'antico Borgo, che si collegavano a quelle esterne della rocca, disegnavano una pianta pressoché rettangolare. Il lato frontale, costeggiato dal fosso, era rafforzato agli estremi da due torrioni, mentre quelli di sinistra e destra, che racchiudevano rispettivamente l'area della nuova chiesa e la piazza San Rocco, erano dotate di doppie porte con torri.
Dalla stampa del Theatrum Sabaudiae si osserva ancora che la chiesa di Santa Maria (Canonica), di cui rimaneva, già a quel tempo, solamente il campanile e alcune abitazioni a stretto servizio del castello soprano, erano ubicate entro le mura più interne.
La cinta cinquecentesca che pure risalta nella stampa, venne progettata inizialmente dal marchese Ludovico II per adeguare l'intero sistema fortificato alle esigenze dell'artiglieria. I successori e infine gli ingegneri del re di Francia, Enrico II, ne realizzarono solo una parte.
Nel 1588 le truppe dei Savoia per impadronirsi del Borgo dovettero solamente superare la debole resistenza delle antiche mura interne.
Attualmente, rimangono solamente pochi ruderi di un bastione.
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